Il mio Approccio

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Terapia Breve Strategica

“La psicoterapia può essere definita una relazione d’aiuto. Si intende per relazione d’aiuto l’interazione tra due soggetti, dove uno chiede aiuto per affrontare i problemi e l’altro utilizza le proprie competenze per fronteggiarli. L’interazione all’interno della relazione d’aiuto si basa su messaggi verbali e non verbali all’interno di un contesto idoneo all’invio e alla ricezione dei messaggi stessi. Possono essere individuate delle finalità di questo tipo di interazione. Vi sono obiettivi generali, come “aiutare il soggetto ad aiutarsi” incoraggiandolo, aiutandolo a sviluppare quelle capacità che lo aiuteranno ad affrontare i problemi. Vi sono obiettivi specifici come, per esempio, il fornire un supporto emotivo, aiutare il soggetto a prendere delle decisioni, sostenerlo nella scoperta di alti del suo carattere rimossi o inconsci. In questo contesto il terapeuta deve possedere e saper utilizzare un repertorio di capacità, definite skill, fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi sopraelencati. Tra le abilità essenziali: il raccogliere informazioni rilevanti durante il colloquio attraverso la capacità di informarsi e di colloquiare; porsi nella prospettiva del soggetto e del suo sistema di riferimento attraverso la capacità di osservare ed ascoltare; comunicare attraverso messaggi verbali e non l’attenzione e l’ascolto; fissare delle mete attraverso una capacità di finalizzazione; favorire le scelte del soggetto attraverso un’abilità di “influenzamento”. Il problema, a livello psicoterapeutico, è quello che sta tra la situazione reale e quella desiderata. Per riempire questo vuoto spaziale e/o temporale lo psicoterapeuta può utilizzare alcune strategie, tra cui: modificare l’obiettivo del soggetto, abbandonare la situazione reale per raggiungere quella desiderata; modificare la percezione della situazione presente. Nell’approccio strategico il terapeuta, sin dal primo incontro con il paziente, invece che studiare il suo passato valuta e prende in considerazione alcune fasi fondamentali: cosa avviene nelle relazioni che il soggetto crea con se tesso, con il mondo e con gli altri; come il problema che viene presentato sia “funzionale” all’interno di queste interazioni; le tentate soluzioni che il soggetto ha cercato ed azionato per risolvere la sua difficoltà e che, spesso, risultano essere il “vero” problema; come è possibile cambiare questa situazione di disagio nel modo più facile e veloce possibile. E’ possibile tracciare un quadro generale sull’andamento della psicoterapia strategica.La strategia fondamentale nell’approccio strategico è quella di osservare ed imparare aparla re il linguaggio del paziente, motivandolo e dandogli fiducia al fine di fargli compiere delle azioni che risultano molto spesso contrarie alle sue concezioni (prescrizioni). Nelle prime sedute risulta fondamentale chiarire in modo concreto il problema presentato e gli elementi che lo mantengono in vita nel sistema interattivo del soggetto. Il fine del terapeuta, dopo aver concordato insieme al paziente gli obiettivi, è far sentire questi il controllore dello sviluppo terapeutico, creando una buona motivazione alla collaborazione. La terapia raggiunge il suo obiettivo quando, mediante lo sviluppo di piccoli cambiamenti progressivi, il terapeuta ha condotto il soggetto alla modifica delle sue azioni disfunzionali e della sua “concezione” del mondo. A volte questo approccio viene criticato da molti come “eretico”, ma la sua ricchezza èproprio la diversità rispetto a modelli tradizionali, l’apertura a nuove soluzioni, il postocentrale che viene dato alla “creatività” del terapeuta. A questo scopo sono usati, in questo modello teorico, prescrizioni di comportamento dirette o indirette, paradossi, suggestioni che, rompendo la rigidità del sistema cognitivo e relazionale che mantiene il problema, permette il salto del cambiamento e lo sviluppo di un nuovo equilibrio psicologico. Gli strumenti strategici hanno ragion d’esistere poiché l’approccio in questione, riferendosi al costruttivismo radicale, parte dal presupposto che per cambiare una situazione problematica prima si deve cambiarel’agire poi il pensare del paziente, quest’ultimo inteso come cornice della realtà del soggetto.”

Documento tratto da Verrastro V., Ptruccelli F, La relazione d’ aiuto nella psicoterapia strategica.2012, Franco Angeli

Per fare un po’ di chiarezza

Per i non addetti ai lavori spesso è difficile districarsi tra le varie figure sanitarie che si occupano di benessere psicologico e relative terapie per cui, mi piace in questo spazio offrirvi qualche nozione in più in merito in modo da favorirvi nell’ orientamento e nella scelta del professionista più adatto alle vostre esigenze. Lo psicologo è colui che ha conseguito una Laurea in Psicologia dopo una formazione Universitaria di 5 anni, ha successivamente seguito un tirocinio annuale presso un servizio sanitario pubblico o privato convenzionato con la sua Università e poi ha conseguito l’ abilitazione alla professione dopo il così detto esame di stato per psicologi che serve a verificare la capacità di esercizio della professione, cosa molto diversa rispetto al solo possesso della Laurea. Le competenze di uno Psicologo sono: capacità nella conduzione di colloqui psicologici, anamnestici, rivolti al singolo alla coppia alla famiglia, capacità di somministrare Test Psicometrici e di analizzarne i risultati, conoscenza del DSM Manuale Diagnostico dei Disturbi Psichiatrici e quindi competenza nel giungere dopo una serie di indagini, ad una diagnosi, indicare un percorso adeguato al caso per favorire il trattamento, la cura e la riabilitazione della persona o del gruppo. Lo Psicoterapeuta è uno Psicologo Abilitato che sceglie di Iscriversi ad una Scuola di Psicoterapia per apprendere una o più tecniche di terapia e cura dei Distrurbi Psichiatrici e Psicologici. Lo Psicoterapeuta può essere anche un Medico abilitato che sceglie di Specializzarsi in ambito Psicoterapeutico. La Scuola di Psicoterapia ha per legge una durata quadriennale, in cui si apprende la professione attraverso una formazione Teorica ma soprattutto Esperenziale e Pratica. Lo Psichiatra è un Medico abilitato che decide di Specializzarsi in Psichiatria. Ciò comporta una formazione prettamente medico-biologica. Cioè per ogni disturbo che chiaramente egli avrà approfondito tramite il DSM Manuale Diagnostico dei Disturbi Psichiatrici andrà a studiare le disfunzioni organiche, delle aree cerebrali e delle sostanze chimiche interessate e andrà ad operare ripristinando attraverso il farmaco lo squilibrio esistente. Il farmaco negli anni ha dimostrato di non essere efficace da solo e se si interrompe generalmente il disturbo ritorna, per cui è difficile parlare di cura farmacologica, io lo definirei più che altro un sostegno. Questo sostegno in alcuni casi è necessario e può anticipare o essere concomitante al Percorso Terapeutico, in altri non è necessario. Attraverso una metafora spero di riuscire ad offrire un quadro più chiaro della differenza tra le due posizioni: Lo psichiatra è colui che ti lancia un salvagente nel momento in cui ti trovi in mezzo al mare agitato e hai paura di affogare; lo Psicoterapeuta è un istruttore di nuoto: se stai annegando, dopo che lo psichiatra ti ha lanciato il salvagente, prende la corda ti tira e ti incita ad andare nella sua direzione; se hai solo paura dell’ acqua ti aiuta passo dopo passo, piccolo passo dopo piccolo passo a trovare il tuo modo di stare a galla, a stabilire un rapporto amichevole con l’ acqua e dopo un po’ di tempo con molta probabilità ti vedrà nuotare.Esistono anche Psichiatri che decidono di prendere una ulteriore Specializzazione in Psicoterapia.

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